conoscere i tappeti persiani

Riconoscere e presentare una collezione di tappeti non è mai cosa facile, Irana ha deciso di stilare una piccola guida per fare in modo che i clienti o anche solo i curiosi si avvicinino a quest’arte con cognizione di causa.

Partendo dai tappeti persiani classici che in base al luogo di provenienza hanno dei tratti riconoscitivi.

I tappeti persiani hanno metodi di lavorazione lunghi ed impegnativi, per la realizzazione di questo tipo di tappeti non ci si può improvvisare ma occorre avere una conoscenza approfondita di materiali, colori , motivi e metodi di lavorazione che variano di zona in zona.

I tessitori di tappeti persiani o orientali sono sempre più difficili da trovare, se le vecchie generazioni non trasmettono l’amore per l’arte della tessitura ai propri figli o nipoti piano piano quest’arte cosi preziosa andrà sparendo.

Senza dubbio i persiani sono quelli maggiormente riconosciuti,

molti pensano che il tappeto orientale sia sinonimo di tappeto persiano ma cosi non è.

I tappeti prendono il nome dai luoghi dove sono stati annodati, gli stili più comuni sono: persiano, afhgano, pakistano, turkmano, caucasico, baluchi.

Piccola guida di provenienza di alcuni tappeti persiani:

Tappeto Abadeh:

I tappeti sono di tonalità di colore rosso tendente al bruno abbinato al blu ,con un medaglione nella parte centrale e agli angoli. Solitamente i tappeti presentano un grande esagono al centro con una rosetta o un medaglione. Il campo è ricco di piccole immagini di uccelli, animali a quattro zampe, nonché alberi e fiori. Si tratta di buoni tappeti ,resistenti e durevoli.

Tappeto Ardebil:

Per chi si intende di tappeti, questo nome può ricordare il noto tappeto di Ardebil conservato nel Victoria and Albert Museum di Londra. Questo tappeto era stato annodato a Keshan e collocato nella moschea di Ardebil per poi essere venduto per raccogliere denaro per il restauro della moschea stessa.  I tappeti annodati ad Ardebil si ispirano ai motivi caucasici quali Shirvan, Karabagh e Gendje . Ai giorni nostri la lavorazione è concentrata sulle passatoie che risultano eleganti e molto robuste.

Tappeto Gabbeh:

La parola Gabbeh (dal farsi; grezzo, naturale, non tagliato) descrive un tappeto poco lavorato e dai motivi primitivi il più delle volte annodato dai nomadi Ghashghai nel sud-ovest dell’Iran. Questi tappeti sono probabilmente i tappeti nomadi iraniani annodati a mano più conosciuti. Sono composti da lana filata  a mano, sia a livello del vello che dell’ordito, e il filato è tinto con tinture vegetali. Sono molto più spessi rispetto ad altri tappeti persiani: talvolta raggiungono infatti 2,5 cm di spessore.

Tappeto Hamadan:

Hamadan è una città situata  a 300 km a ovest di Teheran. È una delle città più antiche del mondo ed è menzionata col nome di Ekbatana nel libro di Ester, nella Bibbia. I migliori  tappeti di questa zona  vengono venduti con i loro nomi propri, quali Nahavand, Tuiserkan, Malayer o Hosseinabad.  I loro motivi caratteristici ed il loro formato, li rendono facilmente riconoscibili . Il motivo è molto variabile ed esistono sia tappeti con medaglione che tappeti con motivi ripetuti. Tra i singoli motivi, quello Herati è il più comune. I tappeti vengono lavorati con filato grosso e lucido e spesso tintoo con colori naturali, filato a mano, che dona una superficie molto resistente ed una perfetta scala cromatica.

Tappeto Isfahan:

Dal punto di vista architettonico, la città è un capolavoro ed è una delle più importanti e storiche nel mondo islamico. La grande piazza Imam con due moschee e palazzi, parchi e i vecchi ponti crea un’atmosfera che permette al visitatore di sentirsi realmente in Oriente. Nella città e nei suoi dintorni è presente un gran numero di luoghi di esposizione per tappeti. Molti di essi, tra cui Seirafian, Davari, Enteshar e Haghighi, sono noti in tutto il mondo. I motivi si ispirano spesso alle opere a piastrelle delle moschee, oppure ai giardini e ai palazzi della città. I tappeti provenienti da Isfahan sono di alta classe per quanto riguarda composizione del motivo, materie prime e realizzazione. Hanno un’altissima densità di nodi e al tatto risultano molto morbidi.

Tappeto Nain:

I tappeti di questa città hanno un’ottima reputazione e sono molto apprezzati. Sia il materiale che la realizzazione è di primissima classe e la densità dei nodi è altissima, spesso oltre un milione di nodi al metro quadro. Il materiale nei tappeti più esclusivo è costituito da lana su un ordito di seta e utilizzando la seta sia per l’ordito che la trama e il vello.

Il motivo con il medaglione centrale, gli arabeschi e i motivi floreali sono comuni. Colpisce la somiglianza con i tappeti della vicina Isfahan. Sono tappeti molto ricercati e lavorati in modo incredibilmente fine.

Tappeto Tabriz:

Tabriz, ubicata 600 km ad ovest di Teheran, è anche una delle città più grandi dell’Iran e capoluogo della provincia iraniana dell’Azerbaijan. La produzione odierna di tappeti è molto estesa e la qualità varia da pregiati manufatti di artigianato a semplici ed economici esemplari da mercato. Un bel Tabriz ha un vello corto e ruvido, i motivi possono rappresentare un medaglione centrale attorniato da arabeschi, salici piangenti e cipressi. Un altro motivo apprezzato sono le quattro stagioni, che descrivono la vita dei contadini persiani .Spesso i tappeti Tabriz riportano la denominazione Raj dopo il nome. Questa parola definisce il numero di nodi, solitamente accanto viene messo anche la numerazione che rappresenta la densità dei nodi.

Artigiani di Abadeh Persia
Kilim, un tappeto senza pelo

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